Come giocare dal big blind

giugno 24, 2011 by · Leave a Comment
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Come giocare dal big blind

Il poker texano è uno dei giochi più popolari del momento. Si tratta di una variante del poker molto divertente, emozionante e facile da giocare, ma presenta anche numerosi aspetti che vanno approfonditi e che sono troppo spesso sottovalutati dai giocatori alle prime armi.

La strategia nel poker è un elemento di primaria importanza, sia nel cash game sia nei tornei di poker e non si può e non si deve affidarsi unicamente alla fortuna, nel poker c’è molto di più, è un gioco di abilità dove ogni mossa andrebbe attentamente studiata.

Uno degli elementi più significativi quando si gioca al poker texas holdem è la posizione in cui ci si trova seduti al tavolo. Il dealer, o bottone, gira in senso orario dopo ogni mano e, con esso, le posizioni dei giocatori. Ogni posizione ha le sue caratteristiche e richiede strategie apposite. Ci sono posizioni più vantaggiose di altre e quando vi ci si trova la situazione va sfruttata al massimo.

La posizione del big blind (grande buio), nel poker alla texana è quella in cui si è già pagato il buio per giocare e nel primo giro si è gli ultimi a parlare, ma secondi al flop, dato che si ha il dealer a due posizioni alla propria destra.

Quando ci si trova in questa posizione una delle strategie vincenti si basa sui rilanci. Molti manuali di strategia sostengono che dal grande buoi (posizione decisamente non facile) si hanno due possibilità: giocare aggressivi o non giocare.

Rilanciare in questa posizione permette buoni risultati quando nessuno lo ha ancora fatto prima di voi.

Se siete ad un tavolo con parecchi giocatori e nessuno sembra avere una mano sufficientemente buona da rilanciare, un vostro rilancio dal grande buoi potrebbe darvi un vantaggio, se non altro psicologico.

Potreste rilanciare al flop, facendo intendere di avere una mano forte o magari anche semplicemente dando una l’impressione di voler rubare i bui. In questi casi entra in gioco la psicologia, dovrete essere in grado di leggere i vostri avversari e di influenzarli con le vostre giocate, portandoli a commettere errori tattici, o semplicemente a rivelarvi le loro intenzioni.

Al flop, poi, potrete giocare quello che le carte comuni vi suggeriscono, in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un buon rilancio dal big-bling per portarvi a casa i bui. Questa in caso di poche chips o con grandi bui può essere un’ottima strategia, da tenere sempre bene a mente.

Interminabili danni del verbo capitalista

maggio 16, 2010 by · Leave a Comment
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La dipendenza da gioco d’azzardo dei giovani rappresenta la manifestazione più estrema di un individualismo diffuso ovunque

Che il capitalismo non sia una circoscritta costruzione dell’economia, né soltanto una modalità di gestione della finanza, mi pare una valutazione più che condivisibile. Da Max Weber a Georges Bataille, il capitalismo è stato visto come una “disposizione”, nel senso di mentalità corrosiva dei costumi, visione materialistica della vita, degradazione spirituale dell’uomo e del contesto di appartenenza. Dal punto di vista psicoanalitico, un intellettuale certamente non di sinistra come Jacques Lacan ha fatto una approfondita disamina psicopatologica del “discorso del capitalista”, con i suoi danni individuali e sociali. E uno dei suoi esiti di malattia della psiche è quella attrazione fatale al gioco d’azzardo che è diventato obiettivo di prevenzione e di cura dei dispositivi preposti all’intervento sulle dipendenze.
Il capitalismo ha un obiettivo fondamentale, il consumo, la creazione di una continua insoddisfazione e di un inesauribile senso di mancanza, da cui la compulsione a riempire il vuoto artatamente creato con mezzi artificiali e strumenti materiali: il cibo, il sesso, la droga, il denaro e, appunto, il gioco. Non sfugge a nessuno l’operazione perversa implicita in questa manovra. Sono anni che locali di ritrovo, trattorie, sedi di intrattenimento sono state riempite di slot-machine, per non parlare poi della creazione di appositi luoghi di gioco che altro non sono che bische autorizzate, oltre all’inondazione dei vari “gratta e vinci” di ogni taglia e misura. Contemporaneamente il capitalismo ha creato, incentivato e pubblicizzato apparati di cura per la stessa patologia che ha determinato.
Il gioco d’azzardo, nelle sue svariate opzioni lecite ed illecite, è il paradigma del “discorso del capitalista”, soprattutto applicato ai giovani, anche se i vecchi non ne sono immuni. Innanzitutto, la seduzione del denaro facile, quello conquistabile senza fatica e magari risolutivo di tutti i problemi della vita, non ultimo la possibilità di essere esentato dal lavoro. Poi, il godimento istantaneo e dispensato dal desiderio: il desiderio implica il rischio calcolato e la capacità di differire il piacere di un’eventuale vittoria – pensiamo al poker e al bluff che lo caratterizza; il godimento, invece, esige la gratificazione immediata della pulsione, e il rischio è indipendente da una nostra scelta – è il caso delle slot-machine o del “gratta e vinci”. Infine, la libera espressione delle voglie senza l’intervento di nessuna censura o giudizio morale interiorizzato, manifestazione di una identità fluida, inconsistente se non del tutto assente.
I giovani affetti da dipendenza da gioco sovrappongono la propria esperienza patologica a quelli che si dedicano all’uso di sostanze tossiche o che esercitano le condotte sessuali a rischio. In tutti casi c’è la manifestazione più estrema e annichilente dell’individualismo. Che sia l’ambiente degradato del buco in vena, o il cesso frequentato di una discoteca, o la fissità davanti allo schermo cangiante di una macchinetta mangiasoldi, il tratto comune è la solitudine più totale e angosciosa. E un’altra caratteristica condivisa è la falsa liberazione delle pulsioni, falsa perché imprigionante in quella coazione a ripetere che è la porta maestra alla dipendenza. Fintamente liberi di giocare, di bucarsi o di scopare alla cieca, ma realmente senza la libertà di non farlo.
In questa condizione non c’è nessuna relazione con l’Altro, come in una partita di briscola o in una bevuta in compagnia, ma solo una esclusione di ogni affettività e di qualsivoglia rapporto di sentimento: neppure l’amore per se stessi.
Anche il gioco d’azzardo è insieme sintomo e strumento del capitalismo: sintomo per i giovani che ne sono affetti e strumento per deprivarli di ogni volontà e di ogni spirito; è un’altra forma del mercato che seduce nella domanda e invischia nell’eterno bisogno, in un istinto indotto di morte dell’anima e del pensiero.
È questa la grande vittoria del capitalismo, la conquista delle menti senza sangue, senza visibilità, senza quel sentimento di dolore che potrebbe diventare la molla di una sana ribellione.
Adriano Segatori

Fonte originale: Linea Online

Non solo Hold’em

aprile 8, 2009 by · Leave a Comment
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Quanti di voi hanno giocato alla variante caraibica del poker?

Beh il cosidetto carribbean poker sembra aver preso piede sulle navi da crociera e poi essersi diffuso nei vari casinò del mondo. Il giocatore vede tutte le sue cinque carte e una del mazziere. Se il mazziere non ha le carte per qualificarsi (asso, re o meglio) il giocatore vince la puntata dell´ante. In caso di rilancio si va a vedere le carte. Il gioco flash gratuito e altri consigli su regole e strategie li trovate sulla guida ai casino on line.

Giocare grosse coppie in Texas Hold’em

febbraio 20, 2009 by · Leave a Comment
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Le grosse coppie sono mani desiderate nel poker Texas Hold’em. Molti giocatori tremano dall’eccitazione quando scoprono le loro carte e vedono assi, re o regine. Tuttavia, queste mani possono essere più complesse da giocare di quanto possa sembrare in un primo momento.

Giocare grosse coppie in Texas Hold’em pre-flop

Quando ottieni una grossa coppia in Texas Hold’em, dovresti rilanciare la maggior parte delle volte. Il problema con le grosse coppie è che è difficile che migliorino, e più giocatori vedono il flop, più è difficile che la tua coppia fatta resista. Inoltre, dovrai determinare dal flop la probabilità che la tua mano sia ancora buona. Se lasci che chiunque veda gratuitamente, è impossibile prendere questa decisione, poiché qualsiasi giocatore può aver visto con due carte qualsiasi.

Giocare grosse coppie dopo il flop in Texas Hold’em

Questo è il momento più pericoloso per una grossa coppia. Se è uscita una carta superiore a quelle uscite sul flop, soprattutto se è un asso, potresti avere seri problemi. Invece di passare e poi lasciare, solitamente è una buona idea fare qualche scommessa esplorativa. Se i tuoi avversari non hanno ricevuto la carta superiore a quelle uscite sul flop, probabilmente lasceranno, e se l’hanno ricevuta, potranno rilanciarti, consentendoti di uscire dalla mano tranquillo. Se non è uscita nessuna carta superiore a quelle uscite sul flop e il board non è minaccioso (tre carte consecutive o carte a colore, o una coppia alta al board), a molti giocatori piace piazzare una grossa scommessa qui e cercare di prendersi il piatto immediatamente. Ricorda che più carte escono che non migliorano la tua mano, più dure saranno le tue decisioni.

Giocare grosse coppie al river

Se sei stato visto tutto il tempo fino al river e non sei migliorato, puoi dover lasciare qui, soprattutto se hai contro più avversari. È difficile immaginare più giocatori che vedono grosse scommesse a ogni street solo con una coppia, e se ci sono, probabilmente saranno abbastanza insicuri da passare e far sì che tu veda gratuitamente invece di cercare di rilanciare facendoti uscire dalla mano. Se tu passi e ti rilanciano, dovrai prendere una decisione sulla base della tua lettura se sei battuto o meno.

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